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Commercio equo: i contrari
Inserita da Matteo il 01/08/2007
In una news precedente sottolineavamo come l'acquisto di prodotti nel circuito del commercio etico, potesse garantire una maggiore giustizia nei confronti dei produttori e lavoratori dei paesi in via di sviluppo.

Ci sono però aspetti, sia sul piano economico sia su quello ecologico e di salvaguardia delle risorse, evidenziati da alcuni critici di questo sistema distributivo che, a parte gli evidenti interessi delle multinazionali, inducono ad alcune riflessioni.

L'argomento economico principale contro il Fair Trade è che il basso prezzo di prodotti come il caffè è dovuto alla sovrapproduzione. Questo dovrebbe essere un segnale per convertire la produzione verso altre colture, ma poiché il premio Fairtrade (nei fatti un sussidio) è garantito, il segnale non viene recepito e, facendo crescere il prezzo medio pagato per il caffè, incoraggia
più produttori ad entrare nel mercato. Questo abbassa ulteriormente il prezzo per i produttori non equosolidali, rendendoli ancora più poveri.

Per gli attivisti no-global il lancio da parte del gigante Nestlé di Partners' Blend, una linea di caffè equo, è un segno che il movimento del commercio equo sta franando nel grande business. Nestlé vende oltre 8 mila prodotti non equosolidali ed è accusata di sfruttare il marchio Fairtrade per guadagnare in immagine mentre continua a fare affari come sempre.

La critica degli ecologisti è invece che bisogna considerare, per l'impatto ambientale, anche tutti i costi sommersi dei trasporti, in particolare l'aviotrasporto. I prodotti alimentari del commercio equo e solidale diventerebbero perciò, se le esportazioni da quei paesi lontani cresceranno, un grosso peso per l'ambiente.

Poi ci sono i sostenitori del bio-regionalismo  il cui motto è: «Comprate locale per salvare il pianeta». L'obiettivo politico è mettere insieme varietà e sostenibilità (sia per la salute sia per l'ambiente). Essi affermano che dobbiamo puntare a cibi freschi.  "Perché – dicono – mangiare alimenti provenienti da molto lontano, nocivi per l'ambiente?"

Come vedete la questione è complessa, incastrandovisi più componenti ugualmente importanti: economia, giustizia, energia, sostenibilità,  varietà, forme di trasporto... Voi cosa ne pensate?

Fonte: http://protonutrizione.blogosfere.it
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